Biografia

giampiero pierini acquerelli biografia

 

Giampiero Pierini è nato a Roma il 10 giugno 1963

Il padre, pittore anche lui, lo inizia al gusto per l’arte, in particolare alla pittura naturalista e impressionista, portandolo con sé a frequentare gli ambienti artistici del momento. Nel 1981 consegue il Diploma di Maturità Artistica presso il V liceo Artistico di Roma. Frequenta il Corso di Pittura presso la Scuola di Arti Ornamentali “San Giacomo“. Autodidatta nella tecnica dell’acquerello, assimila gli studi dei maestri J.M.W. Turner, Roesler Franz e degli “Acquerellisti della Campagna Romana”. Ha fatto parte dell’Associazione Nazionale Acquerellisti d’Italia (A.N.A.D.I.). Fa parte di diversi gruppi artistici con cui espone periodicamente. Ha ricevuto premi in molte estemporanee di pittura ed esposto in personali e collettive anche all’estero ottenendo segnalazioni e premi. Tra queste: Badkönigshofen (Germania, 2002); Parigi, Chambre de Commerce Italienne (2001); Memmingen (Germania,2010); L’Aquila, Palazzetto dei Nobili (2006), Tregastel (Bretagna, Francia), concorso internazionale dell’acquerello (1997-2000).

L’artista è fortemente legato al disegno dal vero e alla pittura di viaggio, a quella tradizione cominciata con gli artisti europei che, in passato, completavano la propria formazione culturale con un viaggio in Italia per studiare le antiche vestigia e conoscere i grandi maestri del passato. Per Pierini il viaggio stesso, con in spalla l’immancabile cavalletto, diviene occasione di studio, appuntando sul taccuino riflessioni e immagini che incontra lungo il suo cammino: a volte in città, a volte nella campagna romana, a volte sul litorale.

La tecnica dell’acquerello, pur se affascinante e utilizzata fin da tempi remoti, è però sempre stata relegata ad un ruolo marginale rispetto all’affresco, all’olio o alla tempera. “È una tecnica molto complessa”, afferma Pierini, “che andrebbe maggiormente valorizzata e non discriminata, come accade ancora oggi. Il fatto che la stesura di questo colore sia rapida e spontanea non significa che sia facile; anzi, al contrario, cela aspre difficoltà: mentre con le altre tecniche si possono fare delle correzioni, con l’acquerello non si può tornare indietro, e questo perché il bianco e la luce di un’opera non si stendono con il colore, ma stanno sin dal principio nel foglio di carta immacolato, che una volta dipinto con i colori non si può più schiarire, a meno che non si ricorre ai toni chiari di tempera e quindi ad una tecnica mista”.